AEC Brescia

Quando gli istruttori scoprono le emozioni…

“C’è un periodo in cui a ogni volo si impara qualcosa, e poi mentre si prende confidenza arriva sempre il momento in cui questa curva di apprendimento comincia ad appiattirsi… Ecco, quello è il momento giusto per lasciar andare l’allievo, prima che si senta troppo sicuro… Ma è anche il momento in cui è l’istruttore che inizia a sentire mille dubbi!”

Il sottile equilibrio tra “quando” l’allievo è pronto e “per quanto” ancora tenerlo per mano: è proprio qui che un istruttore scopre di essere pronto anche lui a rilasciare il fatidico permesso per il primo volo solista. E’ uno dei momenti che segnano la riuscita di un corso: quando dopo aver insegnato le tecniche, aver dispensato i consigli più importanti, aver insistito sulla sicurezza e la precisione, emerge la consapevolezza che l’allievo può prendere il volo senza l’affettuosa e “ingombrante” (almeno psicologicamente!) presenza di una guida sicura nel sedile di fianco.

Ed è il momento in cui l’istruttore assume la piena responsabilità di lasciar decolare quell’allievo. Come ci si sente? Lo abbiamo chiesto a Daniele Sternini, 22 anni, riminese, che da un anno fa parte dello staff degli istruttori della Scuola di Volo dell’Aero Club Brescia.

Il carico è fortissimo, ma lui era pronto al punto giusto”, risponde poco dopo aver assistito al primo volo solista deciso in base alla sua valutazione. “Lui” è Giulio Giaretta, allievo che frequenta il nostro Corso PPL . La decisione è stata condivisa con Luca Fratini, direttore della Scuola, che ha approvato la decisione dell’istruttore. “Giulio era preparato bene. Durante il volo precedente gli ho fatto le ultime raccomandazioni e ha eseguito perfettamente manovre e procedure. Per quello appena rientrati io sono sceso e gli ho detto che poteva andare in volo da solo”.

Ma siccome gli imprevisti non dormono mai, appena prima del decollo un aeroplano che stava rientrando ha bucato una gomma in atterraggio e la sequenza è stata ritrardata. “In quella mezz’ora in cui è rimasto lì fermo in attesa gli sarà venuto sicuramente qualche dubbio”, aggiunge Daniele Sternini, “e così gli ho proposto di fare un ultimo circuito insieme. Quando è decollato per la sua solista è andato tutto liscio. Sono salito in torre, lo ascoltavo anche per radio e… che dire, è stata una grande emozione anche per me, e non me l’aspettavo così bella intensa”.

Insomma, bisogna riscrivere le leggende sugli istruttori dai nervi d’acciaio che non provano mai un brivido e non sanno cosa sia l’incertezza? Ebbene sì, anche gli istruttori hanno un cuore!

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